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giovedì 31 dicembre 2020

Associazionismo e cittadinanza attiva

 

Un proverbio inglese recita: “Charity begins at home”. La saggezza popolare è quanto mai appropriata per congedare un 2020 che si chiude in zona rossa con un significativo numero di contagi e ci lascia un pesante fardello di esperienze che speriamo sia assolutamente irripetibile. Ma se qualcosa si può salvare, a mio avviso, è l’esperienza della solidarietà nazionale e la nascita di un associazionismo che guarda alla politica in maniera non ideologizzata ma finalizzata al conseguimento di obiettivi precisi ed alla salvaguardia di diritti inalienabili

Non dimenticheremo mai che lo stato di emergenza a corrente alternata ci ha impedito di pianificare le nostre azioni persino a cortissimo raggio. La pioggia di provvedimenti governativi, trasformatasi in cascata con l’aggiunta di quelli regionali e comunali, ci ha costretti a vivere in uno stato di incertezza intollerabile. Troppe le regole che, come le famigerate gride di manzoniana memoria, si accumulano e non sono fatte rispettare. Sono “consigli” e “raccomandazioni”, secondo lo strano assunto che la tutela della salute comune possa veramente essere delegata alla libera iniziativa di ciascun cittadino e non alla responsabilità dello Stato che rappresenta tutti e che deve tutelare tutti nella stessa misura.

domenica 13 dicembre 2020

Dopo 50 anni possiamo affermare che il DIVORZIO fu un clamoroso errore storico

 

Il 1 dicembre 1970 nel nostro Paese fu approvata dalla Camera dei Deputati la cosiddetta legge “Fortuna-Baslini” (898/1970), quella che concesse la possibilità di “sciogliere il matrimonio”. Questa errata normativa fu l’amaro frutto di un contesto societario in rapida trasformazione, supportato dal cosiddetto boom economico, dal diffondersi di movimenti, non solo giovanili, che contestavano gli apparati di potere dominanti e le loro ideologie, da un femminismo che inneggiava all’antagonismo e alla competitività della donna nei confronti dell’uomo, da una rivoluzione dei valori e dei costumi che modificò anche la mentalità delle persone. Fu il primo passo dell’Italia cattolica verso una secolarizzazione libertaria e individualista e l’inizio di una rivoluzione antropologica ancora in corso e chiaramente profetata il 26 aprile 1974 a Caltanissetta da Amintore Fanfani: “Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!”.  

domenica 15 novembre 2020

Migranti. Accogliere lo straniero unicamente se si può offrigli un futuro dignitoso

Don Gian Maria Comolli

Gli attentati a Vienna, l’uccisione nella cattedrale di Nizza di tre persone che si trovavano nella chiesa per pregare e la decapitazione del professor Samuel Paty a Parigi colpevole di aver mostrato ai suoi alunni alcune vignette satiriche su Maometto pubblicate anni fa dal settimanale satirico Charlie Hebdo, sono gli ultimi atti terroristici compiuti in Europa da islamici fanatici.  Questi gravissimi episodi ormai già dimenticati dai mass media, oltre che angosciarci ci inducono a riflettere nuovamente sul “fenomeno migratorio” che si sta rapidamente espandendo pure in Italia, dove la violenza non è assente e i migranti giungono numerosi, ma su questo si tace. Ecco i numeri: dall’inizio dell’anno al 31 agosto sono sbarcati 19.194 clandestini contro i 5.135 dello stesso periodo del 2019 cioè il quadruplo; solo in questa settimana sono sbarcati  in 1.600 da navi delle Ong, barchini e barconi (Fonte: Analisidifesa). Inoltre, pochi giorni fa a Como un nigeriano ha stuprato una giovane donna che vedendolo con il volto triste davanti a un supermercato era entrata a comprargli un panino.