Nel 1952 la filosofa tedesca Hannah Arendt, allieva di Heidegger all'Università di Marburgo, scrisse un libro che ha fatto epoca: “Le origini del totalitarismo”. La studiosa osservava che tutti i totalitarismi vogliono intervenire sulle coscienze e plagiarle, vogliono privare i cittadini della libertà per ottenerne l’obbedienza assoluta ed incondizionata.
Ovviamente i totalitarismi
hanno agito con la violenza delle armi, ma non dobbiamo dimenticare un altro
strumento di controllo delle masse: l’informazione. Da sempre i regimi che
vogliono diventare totalitari assumono il controllo dei mezzi di comunicazione.
A tal riguardo la Arendt scrive. “Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto oppure il comunista convinto, ma le persone per le quali non c'è più differenza tra realtà e finzione, tra il vero e il falso.”